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Il sé comico. Ovvero la liberazione del sé

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Invito provocatorio e non convenzionale a espropriare il sé da sé stesso, nonché una sfida alla nozione contemporanea del self-care e all’ossessione occidentale per il «possesso di sé», Il sé comico passa in rassegna il discorso filosofico e letterario con l’idea di proporre un modello diverso, meno tossico, per l’orizzonte delle aspirazioni umane: un sé comico, appunto. Per gli autori il problema della «cura di sé», da Foucault ai giorni nostri, sta nel rafforzamento dell’identità, tramite il consolidamento della relazione tra «io» e «mio». Questo rapporto tocca una questione cruciale per comprendere come vivere insieme agli altri e a noi stessi: è possibile prendersi cura di qualcosa che, fondamentalmente, non si possiede? La risposta va cercata nell’effetto straniante del sé comico. Campbell e Farred spaziano tra la filosofia, la letteratura e la commedia contemporanea, interrogando Socrate, Burke, Hume, Hegel, Marx, Nietzsche, Heidegger, Derrida, Deleuze e Levinas, Shakespeare, Cervantes, Woolf, Kafka e Pasolini, Stephen Colbert, Dave Chappelle e il cast del Saturday Night Live. Svelano spazi in cui è praticabile l’espropriazione del sé e, con essa, lo smantellamento del regime del self-care. Sostenendo la necessità del sé comico di mantenere una vicinanza precaria al sé tragico, e contrastando l’uso capitalistico della logica del possesso di sé, gli autori propongono un antidoto potente e provocatorio al sé tragico che domina in modo così evidente lo spirito del nostro tempo.